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Valmalenco: da San Giuseppe al lago Lagazzuolo


Introduzione - Il lago Lagazzuolo è situato nelle vicinanze dell'omonimo alpeggio sul versante sud della vallata di Chiareggio, nei meravigliosi paesaggi della Valmalenco. Il magnifico panorama mostra da nord verso est la splendida catena che comprende, partendo dalla sinistra: Pizzo Fora (m. 3363), Pizzo Tremoggia (m. 3441) guardando verso il quale si può distinguere il Rifugio Longoni (m. 2450), Pizzo Malenco (m. 3438) e Sasso d'Entova (m. 3329). Nel punto in cui sulla cresta si vede l'ex Rifugio Entova (m. 2957), sbuca la Cima del Roseg (m. 3920). Proseguiamo poi con il Sasso Nero (m. 2919) e il Sasso Moro (m. 3108), fino al Pizzo Scalino (m. 3323) che chiude la sequenza.
Sul lato opposto, oltre le rive del Lagazzuolo, si ergono partendo da sinistra: il M. Braccia (m. 2909), la Cima del Duca (m. 2968), la Punta Rosalba (m. 2809) alla cui destra tramite il Bocchel del Cane (m. 2458) si può scendere al Lago Pirola (m. 2263) e successivamente ai Rifugi Porro-Gerli (m. 1960) e Ventina (m. 1965).
Il percorso è sempre nel bosco, per cui non offre la visione del panorama circostante, solo all'arrivo alla baita degli Alpini è possibile ammirarla. I 600 metri circa di dislivello sono concentrati in due km per cui si sale ripidi lungo tutto il tracciato.

Introduzione - Il lago Lagazzuolo è situato nelle vicinanze dell'omonimo alpeggio sul versante sud della vallata di Chiareggio, nei meravigliosi paesaggi della Valmalenco. Il magnifico panorama mostra da nord verso est la splendida catena che comprende, partendo dalla sinistra: Pizzo Fora (m. 3363), Pizzo Tremoggia (m. 3441) guardando verso il quale si può distinguere il Rifugio Longoni (m. 2450), Pizzo Malenco (m. 3438) e Sasso d'Entova (m. 3329). Nel punto in cui sulla cresta si vede l'ex Rifugio Entova (m. 2957), sbuca la Cima del Roseg (m. 3920). Proseguiamo poi con il Sasso Nero (m. 2919) e il Sasso Moro (m. 3108), fino al Pizzo Scalino (m. 3323) che chiude la sequenza.
Sul lato opposto, oltre le rive del Lagazzuolo, si ergono partendo da sinistra: il M. Braccia (m. 2909), la Cima del Duca (m. 2968), la Punta Rosalba (m. 2809) alla cui destra tramite il Bocchel del Cane (m. 2458) si può scendere al Lago Pirola (m. 2263) e successivamente ai Rifugi Porro-Gerli (m. 1960) e Ventina (m. 1965).


accesso stradale: Per chi viene da sud e percorre la SS36, al trivio di Fuentes la si abbandona e si prende la SS38 verso Morbegno e si prosegue fino a Sondrio, poi si lascia la statale e si imbocca la SP15 della Valmalenco fino a Chiesa Valmalenco. Poi si seguono le indicazioni stradali per Chiareggio, fino al piccolo insediamenrto di San Giuseppe.




La frazione di San Giuseppe, localmente conosciuta come Bracia, si sviluppò, sin dalle epoche più temote, in gruppi di case sparse lungo il vasto pendio di prati, dove gli abitanti di Chiesa erano soliti salire con i loro animali durante il pascolo estivo. Era pure il luogo dove la strada "cavallera" del Muretto si spostave dal versante orografico destro a quello sinistro, attraversando il Mallero sul ponte di legno, anticamente detto Ponte Alto.
La chiesa di San Giuseppe "in loco de Brachia" è menzionata per la prima volta in un atto di vendita del 1720, e risale ai primi anni del secolo XVIII. Fu completamente distrutta nel 1873, precipitando nel Mallero, a causa della corrosione del promontorio su cui sorgeva. L'edificio attuale fu costruito nel 1926, su progetto dell'ingenier Enrico Vitali di Sondrio. Accanto alla chiesa fu costruita la casa per ospitare il sacerdote. La festa liturgica cade il 19 marzo, ma un'antica tradizione prevede la celebrazione della messa e l'asta di beneficenza la seconda domenica di luglio, il periodo dell'anno in cui gli alpigiani erano presenti sul maggengo 
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mappa - statistica - traccia gps

Arrivati a San Giuseppe si attraversa la frazione, lasciando a destra la strada che sale ai Rifugi Barchi, Palù e Motta. Poco più avanti sulla sinistra troviamo lo slargo dove inizia il percorso (1455 mt) . Si segue un un piccolo sentiero a fondo erboso , inizialmente in piano  , poi in discesa verso il fondo della vallata, con alcune serpentine, dove scorre il torrente Mallero  . Arrivati in basso si arriva a una sterrata , la si percorre verso sx fino ad arrivare a un ponticello  , che permette di superare il torrente Mallero  . Alla fine del ponte c'è un cancelletto in legno sul quale una scritta invita a richiudere il passaggio dopo il transito . Guadagnata l'altra riva si gira a dx, e si procede in piano, con un percorso parallelo al torrente . Arrivati nei pressi di uno sbarramento che forma un laghetto , si lascia il sentiero pianeggiante e si prende quello a sx ; si inizia a salire ripidamente con alcune serpentine, nel bosco, lungo il pendio nord-orientale del Monte Braccia. Alcuni piccoli gradini di legno agevolano il cammino , poi il sentiero spiana e si percorre un traverso , ma poi si riprende a salire, alcuni rudimentali gradini di pietra aiutano . Dopo un breve tratto pianeggiante si riprende a salire  . Il sentiero gira a sx , si sale a zig-zag e il fondo del sentiero è formato da lastroni di roccia , più avanti il sentiero torna sterrato e la pendenza diminuisce . Poi si ritorna a salire con accentuata pendenza, su un sentiero il cui fondo è ingombro di pietre e radici , e si procede in direzione ovest , si raggiunge un bivio, si continua a dx  ora si cammina tra i larici , si deve ignorare un sentiero che si stacca a dx e poco oltre ci sono delle radici che aiutano a salire  e poi dei gradini in legno , ma si sale sempre ripido, poi a un tornante a dx la pendenza diminuisce un poco . In leggera salita si arriva a un bivio dove si deve ignorare il sentiero in leggera discesa a sx, si va a dx salendo a zig-zag . Si superano alcuni gradini in legno  e altri in pietra , poi il sentiero spiana  . Un varco tra i rami sulla dx consente di vedere i monti , si alternano tratti il leggera salita con tratti a maggior pendenza, si guada un ruscello  e si continua a salire con alcuni zig-zag; ora il bosco si dirada e dopo una curva a dx si vede la bandiera del "Bivacco Alpini"  che si raggiunge in poche decine di metri .
Con 50 mt in leggerissima salita si raggiunge il lago Lagazzuolo, suggestivo lago alpino circondato da montagne rocciose e boschi di conifere. E' noto per il suo colore cangiante tra l'azzurro, il verde e il turchese, che varia a seconda delle condizioni di luce e della stagione   .
Il ritorno avviene per lo stesso percorso dell'andata.




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