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Centenario C.A.O. Como, al Monte Grona

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Il monte Grona o più confidenzialmente la Grona, è una montagna delle Alpi alta 1.736 metri, sita nel territorio del comune di Plesio. Risalta, con le sue rocce calcaree, a sud della lunga dorsale del Bregagno una catena montuosa sulla sponda occidentale del lago di Como.
Sebbene di modesta altezza, domina su tutto il centro del Lario ed anche su parte del Ceresio.
Dalla cima un panorama mozzafiato, uno dei migliori delle prealpi, si vedono il centro e l'alto Lario, il Lago del Piano ed anche il ramo orientale del Ceresio. A sud la Pianura Padana e le prealpi comasche: il Monte Galbiga, il Monte San Primo, i Corni di Canzo, la Grignetta e la Grigna. A est le Alpi Orobiche ed il Monte Legnone. A nord le imponenti cime delle Alpi Retiche della Valchiavenna e della Val Masino. Ad ovest il Monte Rosa spicca tra le cime delle Alpi tutte da indovinare.
Il rifugio Menaggio sorge a 1383 metri sul lato orientale delle cime rocciose del monte Grona. Bellissimo il panorama d'infilata sul ramo di Lecco e sulla parte centrale del lago di Como. Si tratta di un ottimo punto d'appoggio per le escursioni alla Grona.
La ferrata dedicata al centenario del C.A.O (Club Alpino Operaio) viene inaugurata nel 1985; dopo un periodo di chiusura la ferrata, completamente ristrutturata (il cavo originale è stato sostituito con uno nuovo plastificato, ed è stata aggiunta una catena) viene riaperta nel maggio del 2006.
Ho percorso questa ferrata due volte (fino al momento in cui scrivo queste righe), una prima volta lo scorso anno in settembre, ma solo parzialmente, per un errore nel raggiungere l'attacco, e per tutta la sua lunghezza il giugno di quest'anno. In questa seconda occasione avevo come compagno Giuseppe, che già mi aveva tenuto compagnia sulla Gamma1 e con cui ho progettato la salita di quella dello Zucci Pesciola (variante difficile) e della Gamma2.
Come arrivarci: Da Menaggio si segue la statale della Val Solda (Porlezza-Lugano) per circa l km; al primo bivio si volge a destra seguendo le indicazioni per Plesio. Da qui si prosegue lambendo lo stabilimento di produzione dell'acqua minerale Chiarella per giungere, poco dopo, alle bella frazione di Breglia annidata in una splendida conca prativa (circa 3 Km dal bivio). Poco prima della chiesa del paese (cartello indicatore), una stradicciola asfaltata sale verso sinistra raggiungendo, dopo circa 3 Km, le case dei Monti di Breglia 996 m; la carrareccia prosegue ora, accidentata, stretta e poi non più asfaltata, ad un tornante c'è il parcheggio ove è opportuno lasciare l'auto. Si prende, allora, a sinistra sulla mulattiera che dopo aver lambito di nuovo la strada presso un tornante continua fra spazi erbosi e rado bosco di betulle. A quota 1120 m, presso una zona di rimboschimento cintata, il percorso si divide. Seguendo una delle due diramazioni, si giunge al rifugio. A nostro parere è più consigliabile il percorso alto, quello di destra, che è assai più panoramico. Si sale ancora lungamente con parecchi tornanti finché ha inizio un lunghissimo tratto a mezza costa che, dopo aver traversato la Val Pessina, raggiunge il panoramico dosso erboso dove sorge il rifugio già visibile da lontano.
Dal Rifugio si prende il sentiero (cartelli indicatori) che in piano punta verso Sud-ovest raggiungendo la base dei denti di Grona, la serie di torrioni calcarei che formano lo sperone Sud-est del monte. Traversato lo sbocco del canalone detritico percorso dal sentiero della "Direttissima" si raggiunge la base dello sperone dove, presso una pianta, si trova la partenza della ferrata (targa indicatrice). La via si sviluppa lungo tre torrioni (Denti),seguendone per lo più il filo di cresta. L'inizio è subito verticale, ma i lavori di ristrutturazione hanno addolcito molte difficoltà, anche con l'aggiunta di molte staffe per i piedi (prima assenti). Poi si prosegue più agevolmente e raggiunta la vetta della prima torre la via piega a sinistra sino ad un settore di rocce adagiate che si risalgono per poi deviare nuovamente a sinistra. Si riprende a salire superando uno speroncino arrotondato per poi arrivare all'intaglio posto alla base della "seconda torre", dove si incontra una prima uscita cerso il sentiero della "Direttissima". Si scala il torrione, dapprima verso destra, poi a sinistra, lungo uno speroncino, cui seguono placche in aderenza e tratti di salita divertente e panoramica. Poco oltre, roccette adagiate portano alla base della "terza torre" (ove è presente una seconda uscita dalla ferrata verso il sentiero della direttissima). Questo torrione è il più lungo ed esposto, si inizia con il tratto più impegnativo di tutta la ferrata a causa di una difficile placca rocciosa, una serie di staffe per i piedi risultano quasi indispensabili per la progressione; al termine della placca il tracciato piega bruscamente verso sinistra, dove si trova un attraversamento aereo di un canalino, che costringe ad una spaccata sul baratro. Le difficoltà diminuiscono parzialmente, e si prosegue su una serie di placche in aderenza, al cui termine si esce in vetta al monte Grona.
Discesa: può essere fatta:con il sentiero Direttissima (che s'incrocia tra l'altro anche nel raccordo fra il II° e il III° torrione e può costituire una via di fuga in caso di maltempo o eccessiva stanchezza);oppure per il sentiero della Forcoletta.

(altre informazioni sul sito: www.vieferrate.it)
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